Quando si parla di accessiblità si deve partire dal presupposto che non devono esistere elementi di difficoltà per nessuno.
Qui giù troverete le indicazioni per definire un sito fruibile:
Mappe tattili in rilievo;
Scritte ingrandite in contrasto di colore;
Guide in più livelli per la fruizione individuale ( corrimano, pavimentazioni, ecc.);
Indicatori acustici (registratori che illustrano il percorso e indicano ciò che si trova vicino, segnali di richiamo dell’attenzione);
Scritte Braille;
Percorsi senza difficoltà per i camminamenti;
Pavimentazioni differenziate e in contrasto di materiale;
Punti di sosta diversificati per le varie disabilità, panche a più livelli di appoggio;
Servizi per la persona senza barriere architettoniche;
Qui giù potrete trovare qualche altra informazione utile per il vostro lavoro.
L’AUTONOMIA, LA MOBILITÀ E LA COMUNICAZIONE DEI DISABILI VISIVI
Introduzione generale
L’Unione Italiana Ciechi fin dalla sua nascita esercita le funzioni di rappresentanza e di tutela degli interessi morali e materiali dei minorati della vista, presso le pubbliche amministrazioni e presso tutti gli enti o istituzioni, che hanno come scopo l'assistenza, l'educazione e la formazione professionale dei minorati della vista.
Principale scopo dell’Unione Italiana Ciechi, presente su tutto il territorio nazionale, è l'integrazione dei ciechi ed ipovedenti nella società. Particolarmente importanti per l’integrazione della persona disabile visiva sono l’autonomia, la mobilità e l’accesso all’informazione. È stato perciò istituito un apposito ufficio nazionale
L’Ufficio Autonomia dell’Unione Italiana Ciechi ha come compito l’esame delle problematiche collegate all’autonomia, alla mobilità e alla comunicazione dei minorati della vista, l’individuazione e la valutazione di eventuali soluzioni, nonché la sensibilizzazione ed informazione dei cittadini e delle istituzioni pubbliche e private.
Una delle azioni che l’Ufficio Autonomia intende portare avanti riguarda l’elaborazione di opuscoli divulgativi di facile lettura relativi ad argomenti di rilevante interesse o a questioni controverse.
I principali temi trattati o in corso di elaborazione sono:
La mobilità autonoma dei ciechi ed ipovedenti
I marciapiedi e percorsi pedonali
Gli attraversamenti
I lavori in corso
Le fermate dei mezzi pubblici
Le stazioni
Accesso ed utilizzo dei mezzi di trasporto
L’accesso agli edifici e orientamento negli edifici
La segnaletica a terra
L’accesso all’informazione visiva
Gli ausili e sistemi elettronici per mobilità, per l’orientamento e per la navigazione
L’autonomia in casa
L’accesso ai parchi, al verde, ai musei, ai luoghi di cultura e al tempo libero
Le mappe tattili
I documenti gia elaboratati sono in neretto, quelli in elaborazione in corsivo. I documenti possono essere richiesti al:
Unione Italiana Ciechi
Ufficio Autonomia
Via Borgognona 38
00187 Roma
Tel.: 06699881
Fax: 06786815
e-mail: ??
sito Internet:
www.uiciechi.it1. LA MOBILITÀ AUTONOMA DEI DISABILI VISIVI
Durante lo spostamento e per l'orientamento la persona utilizza il canale visivo per raccogliere circa il 90% delle informazioni. In caso di minorazione visiva la mobilità e l’orientamento possono essere particolarmente compromessi.
La minorazione visiva può essere totale (cecità totale) o parziale (ipovisione). A livello funzionale e in relazione alla mobilità, all'orientamento e all'accesso dell'informazione si intende per non vedente una persona che non percepisce la luce o che percepisce solamente luce e ombre e quindi non può praticamente utilizzare la visione, mentre per ipovedente si intende una persona colpita da grave deficit visivo ma con conservazione di una visione residua ancora praticamente utilizzabile. Tale definizione non rappresenta quella medico legale, non soggetto di questo documento.
Per mobilità autonoma si intende la possibilità, per i ciechi e per gli ipovedenti, di spostarsi nell’ambiente senza accompagnatore, usufruendo, con garanzie di sicurezza, anche di tutti i mezzi pubblici di trasporto, alfine di svolgere le attività della vita quotidiana, di mantenere rapporti interpersonali e di fruire dei beni della natura e dell’arte. La mobilità include l’orientamento, che rappresenta un complesso processo cognitivo-percettivo di raccolta ed elaborazione di informazioni sensoriali provieniti dall’ambiente e dal proprio corpo. Mentre il cieco si orienta grazie ai sensi extravisivi, l’ipovedente sfrutta in modo particolare anche il residuo visivo secondo le condizioni individuali e ambientali.
I presupposti per rendere effettiva la mobilità autonoma sono: l’acquisizione di precise competenze da parte del soggetto; adeguamento dell’ambiente fisico; sensibilizzazione della società e promozione di una cultura della mobilità.
La conquista di una maggiore autonomia e sicurezza negli spostamenti, che include l’acquisizione e il perfezionamento da parte dei disabili visivi delle tecniche di orientamento e mobilità, è possibile mediante l’educazione e la riabilitazione del minorato della vista di ogni fascia di età alla mobilità ed all’autonomia.
Attraverso gli interventi educativi riabilitativi i minorati della vista possono ottimizzare l’impiego degli ausili primari (bastone bianco e cane guida) e l’utilizzo di tutti i sensi ai fini dell’orientamento e dell’accesso all’informazione.
L’ausilio primario è quello che indica con sicurezza i dislivelli e gli ostacoli. Esistono due ausili primari: il bastone lungo e il cane guida. Il bastone viene utilizzato da 55% dei minorati della vista autonomi, il cane guida da 5%, mentre il restante 40% possiede un residuo visivo sufficiente per spostarsi senza ausili primari.
Il bastone lungo viene utilizzato con precise tecniche, al fine di offrire la massima sicurezza e di ottimizzare l’orientamento. Mediante la tecnica pendolare con contatto con il suolo, il bastone segnala non solo gli ostacoli e dislivelli, ma informa anche sulla tessitura e sul materiale del piano di calpestio e produce rumori, che possono essere utilizzati per la localizzazione dell’eco.
Per spostarsi in sicurezza occorre anche un ambiente fisico compatibile con le esigenze di orientamento e mobilità dei minorati della vista. È compito dell’Ufficio Autonomia contribuire ad elevare la cultura del progetto con particolare riguardo alle barriere percettive, cioè a quelle situazioni in cui un soggetto non è in grado di drenare dall’ambiente informazioni utili per l’orientamento, la mobilità e l’uso consapevole delle attrezzature. Molte delle proposte rientrano negli elementi comuni della progettazione.
La qualità dello spazio pedonale poggia su quattro pilastri: l’accessibilità, la sicurezza d’uso, il comfort e la comunicatività ambientale.
Il progettista, nel difficile compito di mitigare i conflitti dell’uomo con l’ambiente, dovrebbe tendere a conseguire obiettivi di qualità attraverso l’impiego di strategie di design orientate al soddisfacimento delle esigenze e delle aspettative del più ampio spettro di popolazione, nel rispetto dei dati di contesto. Tutti gli elementi di accessibilità, sicurezza, comfort e comunicatività debbono essere tenute presenti fin dal momento della progettazione.
Il ricorso ad attrezzature dedicate, che evocano, alludono o sono rivolte esplicitamente ad uno specifico profilo d’utenza, dovrebbe essere valutato con prudenza e solo laddove mancano o sono carenti i punti di riferimento e le guide naturali (1) (fig.1), in situazioni ambientali complesse quando non fosse possibile impiegare soluzioni progettuali altrettanto efficaci e di effetto generalizzato o quando si debba operare una segnalazione di pericolo.
E’ pertanto opinione dell’Ufficio Autonomia dell’Unione Italiana dei Ciechi che l’idea secondo la quale la ‘sensibilizzazione’ dello spazio pedonale debba essere conseguita necessariamente - o in via preferenziale - mediante l’impiego di attrezzature dedicate sia da ritenersi infondata.
I punti di riferimento sono informazioni ambientali di ogni tipo (visivo, tattile, acustico, cinestetico, olfattivo), facile da percepire e sempre presenti, di cui il minorato della vista conosce la posizione ed il significato.
Esempi di punti di riferimento sono: una cabina telefonica (input tattile e acustico mediante la riflessione del suono); il cordolo finale del marciapiede o il bordo della piattaforma della ferrovia o della metropolitana (input tattile mediante il bastone); la differenza di pavimentazione (input tattile mediante il contatto con il bastone e con i piedi); il rumore prodotto dal funzionamento di una attrezzatura (input acustico); lo scivolo di un marciapiede (input cinestesico e vestibolare)…
In molti casi, i punti di riferimento disponibili sono sufficienti per offrire al non vedente o all’ipovedente delle informazioni efficaci per comprendere gli scenari. Fra altro, punti di riferimento chiari facilitano l’orientamento di chiunque.
Per guida naturale si intende una particolare situazione ambientale che consente al minorato della vista di orientarsi e di mantenere una determinata direzione senza bisogno di informazioni intenzionali.
Sono guide naturali: una quinta muraria (percepibile con il bastone, la mano, la riflessione sonora e termica); un varco in una quinta muraria (input termo-igrometrico percepibile dalla cute); un cordolo di marciapiede (percepibile con il bastone e con i piedi); la linea di confine tra due pavimentazioni differenti (percepibile con il bastone e con i piedi); il rumore del traffico (input acustico)…
Le alterazioni della pavimentazione realizzate mediante tradizionali materiali da costruzione (ad esempio: un inserto di lastre di travertino in una strada pavimentata in ciottoli di fiume, oppure un attraversamento pedonale su una carreggiata pavimentata in manto bituminoso realizzato in cubetti di porfido e cubetti di marmo di Carrara) vanno, a pieno titolo, ascritte tra le guide naturali.
Il marciapiede di città normalmente è delimitato da due guide naturali: il muro dell’edificio e il cordolo rialzato tra marciapiede e carreggiata. Il minorato della vista può seguire direttamente uno o l’altro, oppure può camminare al centro tra le due linee di guida, controllando il suono che si riflette dal muro o correggendo la direzione quando intercetta una delle due linee. (fig. 1).
Anche un percorso in ghiaia, inserito in un prato, fornisce ai bordi due linee di guida percepibili facilmente mediante il bastone e con i piedi.
In caso di dubbi, un confronto con i rappresentati delle associazioni dei disabili, con gli esperti dell’orientamento e della mobilità o direttamente con l’ufficio autonomia dell’Unione Italiana Ciechi può essere opportuno per evitare di progettare "nuove barriere" e di sprecare risorse per scelte di soluzioni di scarsa funzionalità e sproporzionati rapporti di benifici - costi.
La sensibilizzazione della società al problema della mobilità autonoma dei minorati della vista è un altro punto cruciale per la soluzione del problema. La formazione specifica di tutti i professionisti che saranno coinvolti nella progettazione, nell’esecuzione e nella gestione di spazi, strutture e quantaltro interessi la mobilità autonoma dei ciechi e degli ipovedenti, favorisce la qualità del progetto e fruibilità dello spazio da parte di tutti.