Il Corriere della Sera del 20-09-2010
Percorso hi-tech per non vedenti
Installato per la prima volta in un ospedale italiano
un tracciato tattilo-plantare vocalizzato per aiutare ciechi e ipovedenti a
muoversi all'interno della struttura
MILANO. Al policlinico Gemelli di Roma è stato installato un percorso
tattilo-plantare vocalizzato, il primo in una struttura ospedaliera italiana. Il
nuovo sistema è stato studiato per aiutare ciechi e ipovedenti a raggiungere
autonomamente, una volta giunti all’ingresso della struttura ospedaliera, il
Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva, un centro di ricerca per la
prevenzione della cecità e la riabilitazione degli ipovedenti.
PERCORSO - Il nuovo percosso hi-tech, voluto e realizzato dall’Agenzia
internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, è lungo oltre
500 metri e consiste in un tracciato dotato di sensori che «parlano» con un
bastone elettronico (che funge da antenna) il quale, a sua volta, comunica via
bluetooth col cellulare del disabile visivo. In pratica grazie a frequenze radio
ogni sensore inserito nel pavimento consente al non vedente e all’ipovedente di
ottenere, attraverso un auricolare, una serie di informazioni sul percorso che
sta seguendo e di avere notizie in tempo reale sull’ambiente circostante
attraverso una voce sintetica. «Il percorso tattilo-plantare è stato voluto e
testato dai ciechi italiani: è un sistema che accresce l’autonomia dei non
vedenti e degli ipovedenti e, nello stesso tempo, è un segnale forte per
aumentare l’attenzione verso i disabili visivi - ha commentato Giuseppe
Castronovo, presidente della IAPB Italia onlus -. Questo strume nto è stato
realizzato, con grandi sacrifici, con le risorse dell’Agenzia internazionale per
la prevenzione della cecità e il Gemelli è l’unico ospedale d’Italia (e
probabilmente d’Europa) che ha consentito questa realizzazione. Ci auguriamo che
non solo altri ospedali, ma anche le istituzioni promuovano maggiormente queste
iniziative per facilitare la libertà di movimento dei disabili, abbattendo le
barriere architettoniche. Si tratta di un segnale di grande civiltà per far
crescere la società italiana».
di Antonella Sparvoli