A questa Presidenza Nazionale sono pervenute notizie circa affermazioni, pubblicate anche a mezzo stampa, che fanno riferimento al ruolo rivestito dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e alla sua azione nel campo della ricerca di nuovi sistemi di percorsi tattilo-plantari per non vedenti.
A tale riguardo, e al solo scopo di evitare possibili equivoci, si ritiene opportuno svolgere alcune brevi considerazioni.
In primo luogo, è inequivocabile che, alla luce del dettato Costituzionale, chiunque possa fondare associazioni di o per ciechi alle quali possono aderire, altrettanto ovviamente, tutti coloro che lo ritengano utile.
Ciò non toglie, peraltro, che nell’attuale ordinamento si possano individuare distinte disposizioni che attribuiscono unicamente all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti la rappresentanza e la tutela degli interessi morali e materiali dei minorati della vista in Italia.
La normativa più risalente nel tempo è contenuta nel D.L.C.D.S. 26 settembre 1947, n. 1047, successivamente confermata dal D.P.R. 23 dicembre 1978, il quale all’art. 2, all’atto di sancire la perdita della personalità di diritto pubblico dell’ente che continuava a sussistere come persona giuridica di diritto privato, ha stabilito che l’Unione conservi “i compiti associativi, nonché quelli di rappresentanza e tutela dei minorati della vista previsti dalle norme vigenti e da quelle statutarie”. Infatti il contenuto di entrambe le predette disposizioni è fatto proprio dallo statuto dell’Ente, approvato dall’autorità statale di controllo.
Più di recente lo stesso principio è stato ribadito per incidens dagli art. 1 e 4 della legge 12 marzo 1999 n. 68 sul diritto al lavoro dei disabili, che in tale materia riconosce il ruolo delle associazioni nazionali di promozione, tutela, e rappresentanza indicate nell’art. 115 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, fra cui anche l’Unione.
Quanto sopra, naturalmente non inficia in alcun modo il diritto di chiunque di farsi latore, di fronte ad autorità pubbliche di istanze in favore della categoria dei minorati della vista, senza per questo poterne automaticamente vantare una qualche rappresentanza.
Altrettanto naturalmente, però, alla luce del vigente ordinamento, non si può non ricavare che sia solo l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ad avere riconosciuto uno specifico ruolo di rappresentanza a livello nazionale della categoria. Non solo – si noti bene – dei propri soci, come accade per qualunque associazione, ma anche dei non vedenti che non siano iscritti ad alcuna associazione, ovvero che siano iscritti ad associazioni diverse dall’Unione.
In secondo luogo, da un punto di vista più tecnico, va ricordato che l’adozione del sistema denominato “Vettore” da parte dell’Unione è stata preceduta da una lunga ed approfondita fase di sperimentazione, durata più di tre anni, dalla quale sono emerse chiaramente le reali esigenze dei ciechi e degli ipovedenti che intendano muoversi autonomamente in piena sicurezza negli spazi esterni, e in tale sede esso ha dimostrato di possedere caratteristiche peculiari che vengono egregiamente incontro a tali necessità.
La sperimentazione, iniziata ovviamente presso alcune sedi dell’Unione o di enti ad essa collegati, una volta ottenuti risultati pienamente positivi, ha portato, poi, all’utilizzo del sistema “Vettore” anche in normali ambienti esterni, come può essere facilmente appurato, fra le altre, presso le città di Ravenna, Potenza, Perugia, Messina, oppure presso la nuova Fiera di Roma, o ancora presso il Parco dell’Etna o l’Università di Cosenza, solo per limitarsi ad alcuni esempi rilevanti.
La documentazione tecnica che è scaturita dalla suddetta fase di sperimentazione, disponibile su richiesta, risponde egregiamente ad ogni possibile obiezione in merito e dimostra come il sistema sia stato messo a punto in seguito a verifiche e ad analisi costanti, condotte anche con l’ausilio di tecnici del CNR.
Proprio tali indagini hanno cercato di rispondere in modo puntuale alle maggiori criticità che gli utenti per primi hanno rilevato nel sistema di indicatore tattile a terra denominato “Loges”, oggi ancora prevalentemente utilizzato, e che si possono così schematizzare:
Ø ridondanza del numero e della tipologia di codici utilizzati che confondono l’utente non vedente anche in punti chiave del percorso;
Ø eccessivo utilizzo del sistema in punti di scarsa o nessuna utilità per i minorati della vista che, se bene addestrati, necessitano di pochi ma precisi punti di riferimento delle zone di interesse essenziale dell’area in cui si trovano (informazioni pletoriche portano solo a confusione e ad incertezze di orientamento);
Ø scarsa idoneità della percepibilità tattilo-plantare del sistema in questione per il cieco che si orienti normalmente tramite il sistema vestibolare con l’ausilio del bastone bianco.
Sono, quindi, pretestuose e infondate le asserzioni secondo le quali il sistema “Vettore” potrebbe costituire fonte di pericolo nella deambulazione. Infatti, come ampiamente spiegato nella predetta relazione tecnica cui si rimanda, l’impianto sinusoidale del sistema “Vettore” è stato concepito appositamente per essere facilmente percepibile e riconoscibile mediante il senso cinestesico e quello tattilo-plantare da parte degli utenti non vedenti, che ne sono gli unici fruitori.
Altrettanto non si può affermare per il sistema “Loges”, soprattutto se si fa riferimento a quanto riportato nella relazione dell’ISPESL, dalla quale risulta, fra l’altro, che il test è stato condotto da soli 13 soggetti ed unicamente su un tratto di percorso rettilineo che non costituisce che una – e non la più rilevante - delle sezioni del sistema di indicatori tattili. Inoltre in tale documento emerge che il sistema “Loges” avrebbe nei rilievi trapezoidali una altezza massima di 3 mm., dato che è smentito dalla documentazione tecnica allegata a numerosi progetti di installazione (ad es. per infrastrutture ferroviarie) dalla quale appare chiaramente che i rilievi sono di 2,5 mm, fattore che, come si dirà fra poco, contrasta con la attuale normativa di riferimento del settore.
Inoltre è sicuramente vero che l’Unione ha sottoscritto un accordo con la ditta produttrice del suddetto sistema vettore nel quale è previsto il riconoscimento di determinate royalties nel caso di vendita del prodotto, sia per la Presidenza Nazionale che per le strutture territoriali. Peraltro va sottolineato che tale accordo è stato ampiamente pubblicizzato in tutti i suoi dettagli da parte dell’Unione, a dimostrazione di una completa trasparenza del proprio operato, avvalorata dalla circostanza che la Direzione Nazionale ha espressamente deliberato che l’intero ricavato delle suddette royalties venga utilizzato per interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali, a solo vantaggio della categoria dei minorati della vista.
In terzo luogo, si aggiunge che, grazie all’impegno nelle attività di ricerca e sviluppo del prodotto, è stato possibile sottoscrivere un contratto di licenza con il Joint Research Centre - Intellectual Property & Technology Transfer Unit della Commissione Europea grazie al quale è possibile abbinare al sistema “Vettore” la tecnologia Sesamonet che consente ai non vedenti di acquisire informazioni aggiuntive sul percorso e sui servizi disponibili tramite una sofisticata interfaccia di rilevazione e comunicazione connessa al bastone bianco e attivata tramite sintesi vocale.
Infine, non va dimenticato che, proprio in materia di normativa vigente per l’abbattimento delle barriere architettoniche e percettive per le persone cieche e ipovedenti, deve essere, infatti, premesso, che quella messa a punto dal legislatore italiano è piuttosto generica e risalente nel tempo; di conseguenza, non è possibile enucleare da essa specifici criteri tecnici in base ai quali valutare nel dettaglio la rispondenza delle varie tipologie di percorsi tattilo-plantari attualmente presenti sul mercato, essendosi lasciato molto spazio alla sensibilità del singolo progettista e alla percezione da parte degli utenti finali della effettiva utilità e rispondenza ai propri bisogni dei vari materiali volta a volta adottati.
Al riguardo, si sottolinea che è da tempo all’attenzione dei competenti organi ministeriali la realizzazione di un testo unico su tale materia che dovrebbe semplificare l’accesso alla disomogenea normativa fino ad oggi vigente. Inoltre è attualmente operante uno specifico gruppo di lavoro presso l’UNI che si sta occupando della normativa sui percorsi tattili per ciechi e ipovedenti, al fine di individuare requisiti tecnici condivisi in accordo anche con la normativa a livello europeo.
Proprio per quanto riguarda i requisiti presi in considerazione dalla normativa tecnica di riferimento a livello europeo, peraltro non ancora recepita ufficialmente in Italia, si può citare la norma CEN/TS 15209 approvata nel 2008 dal più importante ente di unificazione europeo. Anche il legislatore italiano dovrà, quindi, necessariamente attenersi in futuro agli ampi parametri in essa riportati, nei quali comunque il Sistema “Vettore” (unico in Italia) rientra pienamente, a differenza delle pavimentazioni del sistema “Loges” che non ne rispettano alcuni fra i più importanti requisiti.
Da tale complesso di norme e parametri tecnici, risulta, pertanto, che il sistema “Vettore” risponde completamente ai requisiti che tutti gli esperti internazionali ritengono essenziali affinché un sistema di indicatori tattili a terra sia concretamente fruibile in piena sicurezza da parte dei ciechi e degli ipovedenti.
Altri sistemi, come il “Loges”, pur ampiamente utilizzati in passato, devono di conseguenza essere considerati obsoleti e abbondantemente superati, come, del resto, è naturale che avvenga in settori caratterizzati da una continua ricerca e da uno sviluppo delle tecnologie e dei materiali che conducono inevitabilmente ad innovazioni anche consistenti dei prodotti disponibili sul mercato.
Tanto si doveva nella certezza che le considerazioni su esposte siano sufficienti a fugare ogni dubbio circa il ruolo e l’operato dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, nonché a comprovare la rispondenza del sistema di percorso tattilo-plantare Vettore ai requisiti di legge e alle effettive esigenze degli utenti.
Si resta a disposizione per ogni ulteriore chiarimento su eventuali specifici particolari tecnici che risultassero non del tutto chiariti.
L’occasione è gradita per porgere i più distinti saluti.
IL PRESIDENTE NAZIONALE
(Prof. Tommaso Daniele)