In Italia ci sono 350mila ciechi assoluti e un milione e 500 mila ipovedenti, a questi gli aggiungiamo anziani e tutte le altre disabilità motorie, otterremo certamente un quadro dettagliato della situazione attuale.

Questi dati ci permettono di impostare la relazione sul tema metodologie e tecniche di protezione civile nelle strutture pubbliche. Ma prima di entrare nel merito della relazione ci tocca fare una premessa, Per gli aspetti costruttivi e funzionali al superamento delle barriere architettoniche. Una Tale premessa ci impone di evidenziare che la materia dei lavori pubblici nel riparto di potestà legislative operato dall’articolo 117 della Costituzione non risulta essere attribuita espressamente né alla potestà esclusiva dello Stato, né rientrare nelle materie di potestà concorrente. Non è possibile, pertanto, considerare i lavori pubblici come una materia che può essere attribuita in blocco alla disciplina legislativa statale o regionale, ma piuttosto come materia per la quale è possibile individuare spazi di intervento pro-quota riservati ad entrambi i legislatori, nazionale e regionale.

Peraltro l’eliminazione delle barriere architettoniche costituisce un tema trasversale, che riguarda nella sostanza la materia della parità di diritti tra i cittadini.

Sotto tale aspetto lo Stato, nell’ambito dell’ordinamento civile, mantiene una competenza legislativa propria.

Il complesso quadro normativo emanato con varie Leggi, decreti e DpR hanno sempre cercato di rimpostare tale emergenza e rendere la vita più facile alle persone con difficoltà. Ma dopo tante attese e norme mai applicate, con vero dispiacere dobbiamo affermare che a tuttoggi si è ancora arrivati a ben poco.

Se alle problematiche delle liminazioni delle barriere architettoniche, aggiungiamo le problematiche del seminario di oggi allora le cose si complicano di più e possiamo affermare con certezza che per le persone con difficoltà sensoriale e motoria in caso di emergenze negli edifici non sussiste nulla o soltanto la vera improvvisazione.

Questo stato di fatto, deve farci riflettere e pensare che le traggedie dovute alla superficialità d’azione li dobbiamo prevenire e non trovare le giustificazioni una volta avvenute.

La tragedia delle torri gemelle dell’11 settembre può mettere in evidenza un problema di questo genere. In quella occasione molte delle vittime sono state persone con disabilità, persone che non potevano fuggire perché non avevano indicazioni sulle emergenze e come procedere verso le vie di fuga in modo autonomo. Tutti Aspettavano immobili un aiuto, che è arrivato dai vigili del fuoco, ma il tempo perduto è stato fatale.

Oggi, queste catastrofi devono aiutarci a comprendere e a rendere più sicuri i nostri ambienti e i luoghi dove noi trascorriamo il nostro tempo.

Un problema, quello della sicurezza noi persone con difficoltà sensoriale come non vedenti e ipovedenti sentiamo molto, e avvolte ci fa porre innumerevoli interrogativi emolte domande. riflessioni che aprono la ricerca ad una risposta.

Nel caso di emergenze di incendi, terremoti, come potremmo fuggire e come potremmo muoverci con rapidità e nella piena indipendenza e sicurezza. Una riflessione su una tale condizione ci porta verso tante paure e ci permette di renderci conto dell’impotenza nel trovare una soluzione.

Qui, oggi a questa tavola rotonda possono nascere molte riflessioni che ci permette di approfittare e dare alcune indicazioni, affinchè le nuove normative sull’abbattimento delle barriere architettoniche e sulla sicurezza possono mettere in campo e utilzzarle per cominciare un nuovo cammino. La nostra organizzazione ponendosi questi interrogativi, ha creato una struttura con specialisti che studia per trovare delle soluzioni a questi problemi.

Entriamo allora nel merito del tema di oggi, ma ci tocca partire da un dato di fatto che in caso di emergenze o di difficoltà l’ambiente in cui eravamo si trasforma, muta le sue caratteristiche architettoniche, i nostri sensi perdono la loro lucidità, e il cervello comincia a sovracaricarsi di segnali che provengono dall’ambiente trasformato. Allora chi sarà capace di aiutare le persone con difficoltà. Penso, che nel momento in cui si stà verificando un simile evento, nessuno o pochi. perché entra in gioco la legge di sopravvivenza,ed ogniuno pensa ad aiutare sestesso.

Grazie a questa riflessione nasce un fattore fondamentale per la sicurezza generale,creare le condizioni per una maggiore autonomia individuale.

Un tale presupposto si può avere grazie ai percettori sensoriali residui e alla predisposizione dei particolari architettonici e alle indicazioni collocate precedentemente.

In questa fase entrano in gioco: Una progettualità accurata, un utilizzo di nuovi materiali e una preventiva preparazione sulle tecniche di emergenza.

Quindi, si devono inserire, nelle nostre progettazioni e nei nostri edifici pubblici:

- Segnali tattili a terra, per rendere la pavimentazione più percettibile tattilmente, creandola come linea guida, o linea da non valicare. Segnali di riferimento da far utilizzare ai non vedenti come traccia da seguire o da considerare di pericolo.

- Predisporre dei Punti luminosi più intensi fuori dalle uscite per rendere la percezione visiva più facile, creando così degli effetti di contrasto in aiuto alle persone ipovedenti.

- Pensando all’aiuto del senso uditivo come percettore spaziale, si devono Posizionare segnali acustici ad intermittenza variabile come elemento di richiamo, che indirizza la persona verso punti precisi di uscita. Un segnale di chiamata che permette di stabilire il punto esatto in cui la persona si trova e la distanza spaziale dal luogo di raduno o di uscita .

Ma non dobbiamo escludere un ulteriore fattore, che Entra ora in gioco, la prevenzione, Che impone di Inserire nelle strutture alcune componenti; Segnalazioni tattili in rilievo e disegni ingranditi degli ambienti come: planimetrie tattili con scritte Braille e schemi sintetici a rilievo disposte agli ingressi dei luoghi e degli uffici, che permettono di evidenziare e indicare le direttrici di fuga, costruire così degli schemi mentali da ricordare e memorizzare. Indicazioni che utilizzano i canali sensoriali di tutte le persone in modo facile e sintetico sfruttando le sensorialità di ogni persona.

Questo elemento diventa fondamentale , affinchè le informazioni diventano un veicolo di conoscenza razionale per tutti, ma ancora di più per giungere alle persone con difficolta visiva.

Queste sono alcune delle soluzioni da applicare nelle nostre strutture.

Da questi piccoli esempi nascono i principi fondamentali di accessibilità , delle "pari opportunità e il principio fondamentale dell’autonomia".

L’accessibilità, già presente nelle disposizioni vigenti, è ora rafforzata dal principio della "autonomia"; Un principio che è rivolto a tutelare la dignità della persona con disabilità ed è in linea con i moderni concetti della "vita indipendente" e del "progetto globale individuale". L’"autonomia" non può essere un principio indefinito, ma è necessaria correlarla alle capacità residue del disabile supportate dalla strumentazione umana e tecnologica. L’ "autonomia" è definita quindi come "La possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di utilizzare, anche con l’ausilio di apposite modifiche ambientali e strumentali, le residue capacità funzionali, fisiche e sensoriali per la fruizione degli spazi, degli apparecchi e degli accessori ivi contenuti."

Ma il principio prima enunciato richiama il principio della "fruibilità"che ci porta ad insistere particolarmente sulla utilizzazione effettiva degli spazi e degli arredi, senza cui il principio della "accessibilità" perde concretamente di significato. La fruibilità è definita come "La possibilità di utilizzare gli spazi aperti e/o costruiti, gli arredi, i servizi informativi ed i mezzi di trasporto".

Qui nascono indicazioni e soluzioni specifiche ma non di nicchia, proprio per consentire a tutte le persone con difficoltà o no – di trovarsi in situazioni di parità effettiva.

Nascono così i principi della "non discriminazione"

Tutto ciò che è "pubblico" o "aperto al pubblico" deve esserlo per tutti gli utenti, senza discriminazione alcuna. Ciò deve comportare approfondite riflessioni e attente ricerche di soluzioni adeguate e compatibili anche in presenza di situazioni più estreme.

Quindi si deve effettuare un approccio unitario, indicando i principi fondamentali da seguire nell’ambito della progettazione, rappresentando un avanzamento culturale significativo.

Il 2007 è stato dichiarato anno europeo delle pari opportunità, pertanto noi che siamo costretti ad affrontare le difficoltà chiediamo che il prossimo anno sia di un momento di riflessione e di buone prassi e che ci aiuti a rendere questa nostra società più attenta e che ci liberi dalle paure e dai vincoli della non autonomia.

Architetto Giuseppe Bilotti.