L’UniCal, prima in Italia, inaugura il primo percorso vocalizzato per non vedenti
Il 16 febbraio, nell’Aula Magna dell’Università della Calabria, è stata inaugurata la prima parte del percorso per non vedenti e/o ipovedenti - il primo attivato da una Università italiana - che dota l’Ateneo di Arcavacata di un sistema all’avanguardia realizzato grazie all’utilizzo delle tecnologie più avanzate nel settore.
Il percorso per non vedenti “Vettore Evolution”, presentato sia alla stampa che alle autorità locali e regionali, rappresenta un fiore all’occhiello che pone l’Università della Calabria all’avanguardia nel campo delle attività finalizzate a rendere il Campus di Arcavacata pienamente fruibile, e senza limitazioni di alcun tipo, da tutti coloro i quali per ragioni diverse lo frequentano quotidianamente. Il brevetto della comunità europea insieme al sistema Vettore, infatti, è stato installato in solo due città italiane: il policlinico Gemelli di Roma, nel corso principale di Messina. Oggi anche a Cosenza.
Il percorso è il risultato di una sinergia particolarmente felice che l’UniCal ha avviato da tempo con l’Unione italiana Ciechi e Ipovedenti. Un rapporto proficuo che ha visto lavorare, fianco a fianco, per diversi mesi, il responsabile del settore barriere architettoniche della stessa Unione, arch. Giuseppe Bilotti e l’Ufficio tecnico dell’Ateneo, coordinato dall’Ing. Renato Greco, nella persona dell’Ing. Anna Maria Baudille; il tutto, sotto la supervisione della delegata del Rettore per i servizi agli studenti con disabilità, prof.ssa Maria Adele Losso. Il percorso inaugurato è parte di un progetto più ampio che l’Ateneo conta di completare in tempi brevi, non appena saranno disponibili le risorse necessarie.
Il tracciato iniziale che i non vedenti potranno utilizzare d’ora in poi, è lungo circa un chilometro e mezzo e si estende dalle pensiline presso le fermate degli autobus, praticamente all’ingresso del Campus, per tutto il ponte carrabile, con accesso ai vari cubi e alle aule in esse presenti, fino al cubo 46/B (in sostanza, fino al Dipartimento di Pianificazione Territoriale); il percorso arriva, inoltre, fino alla Segreteria studenti, l’Aula Magna, il Centro Linguistico, la mensa Martensson, la Biblioteca, la Banca e lo University Club.
Grazie ai notevoli sforzi svolti dalla Commissione europea e dal suo JRC (Joint Reserch Center) con il progetto SESAMONET, in sinergia con il CATTID, istituito presso l’Università della Sapienza di Roma e gli esperti dell’unione, come detto, il progetto tiene conto delle più recenti innovazioni nel campo dell’autonomia e mobilità. All’Unical, infatti, è stato utilizzato un percorso cosiddetto tattile-plantare intelligente denominato “Vettore Evolution” (in PVC e in masselli in calcestruzzo vibrocompresso), dotato di transponder passivi (microchip) RFID (Radio Frequency Identification), ad identificazione per radio frequenza.
L’utente, grazie all’ausilio di un cellulare e di un bastone intelligente, viene informato, lungo il percorso, in modo puntuale sulla direzione di marcia che sta percorrendo e su eventuali pericoli che si possono trovare. Il bastone ha un’antenna incorporata (con un trasmettitore bluetooth) che rileva/legge i trasponder RFID passivi posti dentro la pavimentazione. Il telefono cellulare, per mezzo di un software ed una base dati contenente informazioni sulla località, restituisce all’utente, attraverso la viva voce informazioni sul percorso.
All’inaugurazione erano presenti il Rettore Latorre, i professori dell’Unical e i responsabili regionali dell’Unione; hanno partecipato anche il prefetto, numerosi esponenti della stampa e alcuni studenti ciechi, che hanno provato il percorso, dimostrandone il funzionamento.Un successo realizzato grazie alla sinergia di strutture e professionisti che hanno abbattuto un’ulteriore barriera, quella del disinteresse per le nuove tecnologie applicate ai percorsi tattili.